IL GIORNALE DEL LAZIO 2009

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NON MANCATE A TOFFIA
di Fausta Genziana Le Piane

Ci sono iniziative silenziose ma di alto contenuto culturale che meritano di essere conosciute e divulgate.
Una di queste è quella che Paolina Carli porta avanti con tenacia da ben cinque edizioni.
Ma vediamo di che si tratta: Toffia – Riviviamo il Centro Storico – Poesie in libertà – Mostra itinerante di poesia. Procediamo con ordine.
Toffia è una cittadina medioevale, adagiata su uno sperone roccioso tra colline e valli verdi di boschi e ulivi. Il suo territorio, occupato fino all’alto medioevo solo da abitazioni sparse in campagna, fu soggetto, dopo i Sabini e i Romani, ai Longobardi del ducato di Spoleto (dal VII secolo) alla vicina Abbazia di Farfa, privilegiata da Carlo Magno e dagli imperatori di Germania. Il terrore scatenato dalle incursioni arabe del X secolo provocò infine, a partire dall’XI secolo, la nascita di Toffia sul poderoso sperone di roccia.
Cinta di mura e presidiata da un castello (ora Chiesa di Santa Maria Nuova) la città venne a lungo contesa tra Abbazia di Farfa e famiglie nobiliari: Colonna e Orsini. Prevalsero gli Orsini lasciando tre edifici tra i quali il pregevole palazzo Baronale ora sede del Comune. 
Dunque si tratta di un centro facilmente raggiungibile da Roma durante le vacanze, a dimensione umana, non ingolfato dal traffico delle macchine, dove ci si può incontrare, respirare aria pura e mangiare cibi genuini (siatene certi, parola di chi scrive che ha provato).
Riviviamo il centro storico: già perché il centro storico, gli abitanti lo attraversano tutti i giorni, ma in modo superficiale e distratto.
E allora ecco che l’iniziativa della Poetessa Paolina Carli trova la giusta collocazione.
Dimentichiamo il centro storico vestito dalla fretta delle corse all’Ufficio Postale o dell’accompagnamento dei bambini assonnati a scuola.
Guardiamolo con occhi nuovi: le sue mura sono vestite a festa, sono abbigliate di parole e che parole! Poesie, poesia in libertà perché per una volta non ci sono orari, non c’è fretta, suvvia posto alla creatività. Già perché le poesie in occasione della festa di agosto (il programma è foltissimo di eventi ed iniziative) non sono più rinchiuse nei libri, nelle scuole o nelle biblioteche ma circolano, sono esposte al volere del vento e chiunque passa può inebriarsi di versi.
Addirittura esiste l’Ulivo del Poeta (da un’idea della poeta Eugenia Serafini) per dar modo, a chi lo volesse, di appendervi i propri versi o quelli dei poeti più amati. L’idea è stata molto apprezzata sia dai bambini che hanno trasformato la sua ombra in punto di incontri e giochi, sia dagli adulti che hanno letto le poesie “appese” o che ne hanno lasciate di nuove.
Il gesto è importante: uscire da se stessi per incontrare il mondo.
Sfogliate l’antologia e date uno sguardo alle presentazioni dei partecipanti: provengono non solo da tutta l’Italia (Roma, Frosinone, Foligno, Agrigento, Roccella Ionica,Milano ecc), ma anche dall’estero (Brasile). Qualunque sia il loro titolo di studi e la loro occupazione sono tutti accomunati dalla passione per l’arte e per la poesia, sensibili, desiderosi di esprimere sentimenti ed emozioni.
Fausta Genziana Le Piane
 

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