Un ponte per in collaborazione con Apollo11

Un ponte per in collaborazione con Apollo11
 

Presenta
 

E se Fuad avesse avuto la dinamite? di Elvira Mujcic
 

Visegrad, Bosnia settentrionale, 1992. Un gruppo di musulmani bosniaci asserragliati nella diga che domina la città minaccia in diretta Tv di farla esplodere se i paramilitari serbi non cesseranno di sgozzare esseri umani e gettarli nella Drina. Il giovane Zlatan, 15 anni dopo, ripercorre la vicenda, fino a incontrarne il protagonista, ancora vivo.
 

 

L’Autrice
 

Elvira Mujcic è nata nel 1980 a Loznica, una località serba. Due giorni dopo è arrivata a Srebrenica, in Bosnia, dove è vissuta fino all’inizio della guerra, nel 1992. Ha già scritto “Al di là del caos. Cosa rimane dopo Srebrenica”, Infinito edizioni, 2007.
 

alla presenza dell’autrice
Tappeto sonoro di Gerardo Casiello al pianoforte
un aperitivo renderà più piacevole l’incontro
 

MARTEDI’ 24 MARZO 2009, ORE 20,30
PICCOLO APOLLO, c/o ITIS G. GALILEI, ROMA
VIA CONTE VERDE 51 – TEL. 067003901
 

 

I Reading di Un ponte per
Prossimi appuntamenti
 

14/04 Algeria – Karim Metref: “Tagliato per L’esilio”- Mangrovie Edizioni
21/04 Serbia – Dusan Velickovic : “Serbia Hardcore” – Zandonai Edizioni
MAGGIO SPECIALE FIERA DEL LIBRO DI TORINO
2 appuntamenti con L’Egitto:
12/05 Nawal As-Sadawi : “L’amore ai tempi del petrolio” Il Sirente edizioni
data da definire Bahaa Taher: “Amore in esilio” Ilisso Editore
30/06 Palestina- Mahmoud Darwish: “La mia ferita è lampada ad olio” a cura di Francesca M. Corrao
 

L’idea
 

Sette date in cui “Un Ponte per…” ci presenta sette diversi autori provenienti dal Medio Oriente, dal Nord Africa e dall’ex – Jugoslavia,  aree in cui è attiva l’associazione con interventi umanitari. L’obiettivo di questi incontri è di stimolare un sempre maggiore interesse del pubblico italiano alla culture dei paesi delle aree proposte. Questa idea nasce dalla volontà di raccontare la cultura dell’altro attraverso la narrazione di importanti frammenti letterari.
 

Nessuna società per quanto in crisi può fare a meno di narrarsi attraverso libri, film, leggende metropolitane, barzellette. La parola scritta o pronunciata è la ricchezza di un popolo.
Oggi più che mai c’è bisogno di qualcuno che racconti: racconti di Paesi, di un legame messo a dura prova, o racconti di altro. Cambiano le modalità e la qualità del narrare ma il racconto rimane, è l’attività sociale per eccellenza.
 

I paesi presentati ci sembrano spesso lontani ma il flusso sempre crescente di migranti, porta l’altro a diventare il nostro vicino di casa e allora accogliere diventa la parola chiave per vivere in una società degna di essere chiamata tale. Attraverso i reading si vuole accogliere un sentire diverso, puntare un faro su popoli tenuti spesso al buio, dare voce all’ “altro” rimasto a lungo in silenzio.
 

Ai reading saranno sempre presenti gli autori e sarà un momento per ascoltare ma anche per domandare: approfittando di questi testimoni speciali e dello strumento letterario proveremo a fare un viaggio alla scoperta di paesi lontani, di sonorità spesso dimenticate e di gusti mai esplorati.
 

Su di un tappeto sonoro, giovani attori o gli autori stessi leggeranno brani tratti dai libri presentati. Un piccolo aperitivo sarà offerto prima dell’inizio.
 

 

L’ingresso è come sempre libero, grazie alla tessera Apollo 11 che consente la partecipazione gratuita a tutta la programmazione annuale
 

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