GRAZIE LUNA

 

  Grazie luna

Libro italiano
Poeti Italiani Contemporanei, 2004
€ 10,00

 

PREFAZIONE
Le poesie e le meditazioni di Paolina  Carli devono essere lette, a nostro avviso, alla luce della sua biografia.
L’impegno profondo, ai limiti angoscioso nel Sociale, resta il motivo conduttore della sua opera , anche se degli spunti lirici di estrema efficacia  si inseriscono quali fiori di cam-po, tra poesie e brani che ricordano la forza di una invettiva classica sulla linea di Demostene e Cicerone. In particolare il breve distico Ora che la scienza è vicina a vincere la bat-taglia contro la fine ,lacrime scorrono per bonificare spazi insanguinati mostra l’altra faccia della medaglia: il deside-rio spasmodico, profondamente sofferto, di una redenzione che suoni anche speranza in un futuro migliore. Ma non è compito e neppure diritto dello psicologo di impegnarsi in una dimensione estetico-filosofica che esorbita dalle sue possibilità. La ricerca che ci sembra più interessante è quel-la di cercare, di formulare delle ipotesi sulla genesi dell’opera letteraria di Paolina.
D’accordo con la teoria freudiana e non solo freudiana, sul-la grande-determinante importanza dell’infanzia sulla for-mazione della personalità, ci sembra che i traumi infantili e la carenza d’affetto o almeno la “percezione di tale carenza a livello di coscienza” abbiano influito profondamente sul soggetto, portandolo, per reazione, a fianco degli uomini che soffrono e a una lotta che raggiunge toni di autentica sofferenza contro le ingiustizie del mondo.
Nella giovane e nell’adulta resta il segno del dolore, il sen-so della incomprensione, il marchio che una infanzia infeli-ce imprime in modo spesso irreversibile, sulla personalità E, su queste basi, Paolina costruisce le sue “Filippiche” contro la strage dei Palestinesi e contro la “violenza” in ge-nere quale mezzo di assurda pacificazione.
Ma Paolina non conclude qui. La sua visione della vita è molto più ampia e ad esempio, nella poesia La vita l’impegno  globale della mente inteso come sintesi di razio-nale, emotività ed irrazionale, porta ad una riflessione ama-ra per cui, al di fuori e al di sopra delle sofferenze inflitte dagli uomini ad altri uomini, emerge “una visione negativi-stica” dell’uomo in sé, del “singolo” condannato alla “soli-tudine”. E gli sforzi che una società, sempre più “nevrotiz-zata” compie per portare, artificiosamente, l’uomo verso un “paradiso artificiale”, sono crudelmente ridicolizzati con l’invocazione ai “Grandi” del passato perché abbiano pietà per l’incoscienza con cui si cerca di guidare il genere uma-no verso un Paradiso oltre che inesistente, impossibile.
Che cosa può quindi dire uno psicologo, sia pure in modo approssimativo e senza alcuna pretesa di poter interpretare a fondo l’opera di un artista? Si potrebbe concludere rico-noscendo che in un’opera d’Arte si riversa la globalità dei contenuti mentali  dell’Autore e che, nel caso specifico, Pa-olina ha saputo rivisitare se stessa, cogliere i contenuti più profondi del Sé e trasformarli, concretizzandoli in opera letteraria di alto valore.
 Su tale linea si spiegano sia poesie o meditazioni tipo Gra-zie Luna che ricorda anche semitoni kafkiani e che rivisita direttamente la propria infanzia, sia le invettive contro la “violenza” e i “violenti” che, forse, celano anch’essi un se-micosciente desiderio di rivalsa contro le ingiustizie subite. Ma al di là della ipotetica genesi dell’opera, lo psicologo, in quanto uomo, deve riconoscerne la indiscutibile validità.
Ci piace concludere con un altro distico che, forse, può e-sprimere in sintesi la dinamica mentale su cui si fonda, a nostro  avviso, l’opera di Paolina.
Buio: Nel buio della notte i fantasmi si animano e la malin-conia mi assale. E’ merito di una vera artista saper tradurre in “comunicazione lirica” un vissuto personale. Lo psicolo-go non può che esprimere, di fronte alla creatività artistica, la sua ammirazione.                                                                            
A.Fusco
R.Tomassoni
POSTFAZIONE
Ho sempre provato nei confronti della poesia, e dei poeti in genere, un sentimento ambivalente di grande attrazione per universi che riconosco spesso simili ai miei, ma anche una voglia di guadagnare immediatamente un nuovo distacco, come a non volersi lasciar contaminare e sconvolgere, o ec-cessivamente co-involgere, dalle emozioni descritte e aper-tamente, quasi sfrontatamente, confidate al lettore.
Per questo, quando ho ricevuto in dono l’anticipazione della raccolta di poesie “Grazie luna”, non mi ci sono avvicinato immediatamente. Ho cercato una distanza dandomi dei pre-testi. Mi sono chiesto se in un tempo in cui la comunicazio-ne sembra elevarsi all’ennesima potenza, in un’era di sba-lorditiva diffusione del web, di uso esagerato di sintesi e-motive per sms, se in una simile epoca ci fosse ancora uno spazio per la poesia, per l’intimo sentire dell’esistenza uma-na, se ci fosse ancora la possibilità per accogliere l’intimità che i versi di Paolina, intuivo, potessero desiderare volerci offrire.
Ne leggo una per passare qualche minuto mi son detto all’inizio, poi risucchiato dalla lettura ho dimenticato le mie domande ed ho continuato fino alla fine, tutto d’un fiato, come ebbro di abulimica ingordigia e completamente inca-pace di tenere a bada l’effetto di quelle parole piene, nette, fatte di odori, di sapori, di voci, di colori, di dolori, di sogni e d’amore.
Parole che co-involgono e sconvolgono appunto per la loro semplicità e la loro cruda essenzialità. Parole che sanno di echi lontani, infantili e saggi allo stesso tempo. Parole inti-me e dense di emozioni, di sentimenti feriti o non colmati, di ricordi e amori desiderati. Ma sono anche parole capaci di gridare, di denunciare giustizie negate e orrori sociali in-sanamente e volgarmente perpetrati.
I versi di Paolina sono così, senza compromessi, senza sot-tintesi, sono fatti di sentimenti chiari, limpidi, puliti e sono versi pieni d’amore. Già l’amore, quello che Paolina cerca, quello che giustamente rincorre e osa pretendere, ma so-prattutto quello che dona, anche con la sua poesia.
E’ l’amore di una donna piena di stimoli, l’amore di una madre generosa, di una lavoratrice sapiente, di un’amica insostituibile, di una compagna sempre presente, cosciente del proprio spazio. E’ l’amore di una donna che apertamente reclama il rispetto del proprio ruolo, in famiglia, nella so-cietà, nella relazione con l’amato. E lo fa anche a dispetto del tempo, quel tempo che in altri ha offuscato la passione o è incapace di ridare slancio. Ma quando questo sentimento, questa passione è ritrovata, essa sa ancora stupire, proprio come una “magia insperata” che ci viene svelata Nella not-te.
E’ un amore che a volte ha deluso, ma che comunque viene attivamente ricercato, un amore che reclama spazio, che domanda conferme, che chiede ragione anche della propria esistenza. E’ l’amore per la madre, per il proprio uomo e per tutto il cosmo, dalla Luna al Sole cui va la riconoscenza per un soccorso insperato:
[…]
Esausta ripercorre il cammino ma non vedeva più ombre, aveva dinnanzi la luna, grande, grandissima, luminosa, che la guidava e non aveva paura.  (da Grazie Luna)
o diventa speranza di un ultimo appiglio:
[…]
Oh sole, tu che sei così gigantesco, generoso, lucente. Tu che rappresenti il divino e tanto puoi fare, ascolta l’appello di un ateo e sostienilo nelle circostanze oppressive della di-sperazione. (da Sole).
Ma la poesia è anche uno strumento per esorcizzare la pro-pria malinconia, le proprie paure, il buio che può calare nell’animo dell’uomo quando “Nel buio della notte i fanta-smi si animano e la malinconia mi assale”.
Seguiamo dunque Paolina in questo cammino, guidati dalla luna della sua poesia, affidiamoci ai suoi versi e non ce ne pentiremo, nemmeno per un istante.
Bruxelles, 13 maggio 2004
Gianluca Pirozzi
RINGRAZIAMENTI
In questa circostanza mi sembra doveroso ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa raccolta.
In primo luogo, la mia riconoscenza va ai miei tre figli e a mio marito che, per non distogliermi dal lavoro creativo, hanno saputo trasformare pranzi e cene a  base di piatti riscaldati in banchetti fastosi.  Poi, senza alcun ordine di rilievo, alla pittrice/scultrice Maria Petrucci e alla regista/scrittrice Gabriella Rosaleva per avermi spinto a tirare fuori dal cassetto dei ricordi le mie composizioni; all’attore Luigi Basagaluppi e all’attrice Laura Cardillo che hanno permesso al pubblico di apprezzare le mie composizioni con la loro eccellente recitazione; all’Associazione culturale “Il Cielo Sopra Esquilino” di Roma per avermi inserito nell’ambito delle iniziative dirette e coordinate dal regista Kadour Naimi; alla Dr.ssa Maria Cristina Martini e al poeta Prof. Valerio Magrelli per avermi persuasa a pubblicare questo volume; da ultimo, non posso non render grazie al Dr. Donato Formisano, Presidente della Banca Popolare del Cassinate per aver reso concretamente possibile la pubblicazione.
INDICE
Parole in libertà      3
Grazie luna       5
Nella notte       7
Malinconia      8
Domande      10
Venite gente     11
Il buco       13
Memorie      14
Dignitari del mondo     16
Compleanno     18
Sole     20
Madre      21
La vita      22
E se domani    24
Demolizione    25
Tran tran giornaliero     26
Soliloquio     28
Paese qualunque     30
Tramonto …    32
Buio      34
San Giuliano     35
Sola con me stessa    36
Ho chiesto a mia madre   37
Quando la fantasia    38
Carnevale     40
Amore      41
Echi lontani     43
Il dimenticato    45
Rabbia      47
Gioco negato    49
Lontano, anzi vicino    50
Auguri      53
Ritorno      54
Colori      55
Silenzio      56
Melodia      58
Sfida alla sorte     59
Libera cittadina     60
Figli sepolti da padri    61
Bare di cristallo    62
Indice     63

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