LACRIME AMARE - Donne di oggi come quelle di sempre
Â
 
 Lulu Press
New York 2005
€ 10,00
Â
PREFAZIONE
Ci sono coltelli che uccidono. Ci sono coltelli che mancano l’obiettivo. Ci sono poi coltelli che ti arrivano accanto, con rapida violenza, facendo un minimo rumore, ti tolgono il respiro, ma ti lasciano vivo e scopri che sono stati lanciati proprio col preciso intento ti darti quella sensazione. Le poesie di Paolina sono così. Sono armi volanti scagliate contro di te per darti una scossa, per strapparti al torpore protettivo del vivere quotidiano.
Poesie come coltelli. Coltelli che vedi avvicinarsi con un sibilo che ti arresta il cuore, che ti da solo il tempo di fissare lo sguardo e che si conficcano a pochi millimetri dalla pelle, come per disegnare il tuo profilo, senza farti male. E quando il loro tragitto s’è arrestato e te li vedi conficcati accanto, rimani immobile ancora per qualche istante, incredulo che possa essere toccato proprio a te. Volti lo sguardo come a cercare una conferma che non é stato così, che lo hai solo immaginato quel coltello. Ti guardi i tessuti ancora intatti e riprendi a respirare, il cuore allenta nuovamente il suo battito, lo stordimento svanisce e allo spavento subentra un nuovo desiderio, come una voglia di riassaporare ancora quella sensazione. Ed allora riprendi a leggere, volti pagina e t’immergi di nuovo alla ricerca di quella meraviglia, senza più chiederti perché quei segni neri sul foglio hanno avuto su di te quell’effetto, quello sconcerto. Leggi ancora, vai avanti, rallenti, smetti e poi rileggi di nuovo la stessa poesia. Adesso quelle parole non fanno più paura, ti spaventano meno, le senti tue, ne cogli finalmente il senso e capisci che non sei completamente solo nel tuo sentire.
Ecco le poesie di Paolina sono così, come armi antiche ancora affilate, armi che sai possono far male, ma che non puoi fare a meno di prendere tra le mani per toccarle, per vedere fino a che punto possono ferire, per sentire fin dove possono osare, fin dove possono spingerti.
Ma le poesie di Paolina sono molto di più d’un brivido immediato. Sono un viaggio nella memoria che trasporta il ricordo d’immagini che credevi di aver perduto e che ritrovi. Sono un itinerario nuovo in un universo prossimo e sconosciuto, in un mondo che non ti appartiene, ma che ti attrae e ti spinge ad andare lontano. Sono tutto questo insieme e molto di più: sono te, sono il tuo oggi, sono il tuo essere in questo momento proprio così come sei intimamente, senza difese, senza continue inutili richieste. Sono poesie in cui le parole ti portano lì, al centro del tuo essere, nel tuo adesso. Un adesso che non credevi più di poter sentire, che non riuscivi o non volevi sentire o che scopri per la prima volta di avere. Un adesso nel quale riesci a vederti come se ti potessi guardare solo ad un passo da te.
Sono poesie che non ti chiedono solo ‘come va?’, sono parole che non dicono solo ‘vorrei essere … invece … sono’, ma sono invece istanti che in un lampo ‘illuminano a giorno tutto lo spazio che è dato vedere’. Ed allora immagini con Paolina che forse sia ‘la forza dei colori che rende forte la foto di un paesaggio pieno di croci poste sul ciglio della strada’.
Ma alla fine, forse, io non so cosa di preciso sono queste poesie. Io non so spiegare cosa c’é in quelle parole, in quelle immagini, tra ‘le membrane’ di quelle righe. Io so solo che ho letto quelle poesie, le ho anche detestate per qualche istante, ne ho avuto paura, ma che poi ho scoperto di amarle, sentendo alla fine che anch’io vorrei essere con lei, proprio lì in quel giardino. In quel giardino sotto il cielo stellato di Toffia mentre si abbandona all’amore, o in quel prato con i raggi di sole che stordiscono per i ‘colori che variano dal verde scuro all’arancione brillante’. In quel giardino dove c’é ‘un noce di cui vorrei carpire i misteri’. Allora non ho più dubbi ed anche quella domanda ‘Cosa farò di questo grande respiro, di questo grande desiderio di amare, di questa incontenibile dimensione emotiva che sento dentro di me’, ha trovato una risposta. È una domanda che forse Paolina ha posto lì per provocarti, ma alla quale lei, per te, ha già dato una risposta. E la trovi rileggendo, tornando appena qualche pagina indietro, proprio lì in quel verso in cui ti confida che quelle emozioni le puoi portare via con te, che quell’amore che ti danna è una sensazione a cui non sai rinunciare, perché ‘è come un raggio di luna che squarcia il buio della notte, una fiammella che rafforza lo spirito e il corpo, una nota che attenua il peso di mani penzolanti tese davanti al nulla per prendere la vita come sorpresa’.
Gianluca Pirozzi
Bruxelles, 2 febbraio 2005
INDICE
Prefazione     9Â
Parole   13
Inutilità    14
Viaggio   15
Immagine di lui  16
Amore scaduto  17
Aspettare che passi   18
Lui, lei e l’altra  19
Confusione  20
A volte   21
Elettronicamania  22
Ricerca disperata  23
Rientro   24
Tappeto   25
Non è ora   26
Che strane le donne  27
Basterebbe  29
Desideri   30
Vorrei essere  31
Spasmi   32
Pazzia   33
Comunicazione   34
Brindare all’amore  35
Cosa farò   36
Sogno   37
Occasione mancata  38
Inquietudine  39
Fantasia   40
Nel mio giardino  41
Figli   42
Lettera a un’amica  43
Vita spezzata  44
Ultimo saluto  45
Toffia   46
Utopia   48
Il cartellino  49
Natale   50
La sera   52
Volontà del destino  53
Come tante altre  55
Rifiuti umani  56
Nell’oscurità la speranza 57
Raggio di luce  58
Occupazione militare 60
Come la quercia  61
Vane parole  62
Picnic di guerra  63
Speriamo che siafemmina 64
Scrigno di civiltà   65
Roccia dura e maestosa 66
Paesaggio senza colori 68
Coperta di neve  69
Signora TVÂ Â 70
In diretta TVÂ Â 71
Ritrovare l’amore  72
Profilo biografico  73
Ringraziamenti  74
Citazioni   75