Il Giornale di Rieti sabato 6 settembre 2008

A Toffia riviviamo il centro storico tra poesia e gastronomia (di Fausta Genziana Le Piane)

Uno dei vicoli del centro storico  Due itinerari da percorrere: uno poetico e l’altro gastronomico  
  

Nel mese di agosto, Toffia ha organizzato un folto programma per far rivivere il centro storico nell’ambito dell’organizzazione dei festival dei centri storici della Valle del Farfa. Toffia è una cittadina medioevale, adagiata su uno sperone roccioso tra colline e valli verdi di boschi e ulivi. Il suo territorio, occupato fino all’alto medioevo solo da abitazioni sparse in campagna, fu soggetto, dopo i Sabini e i Romani, ai Longobardi del ducato di Spoleto (dal VII secolo) alla vicina Abbazia di Farfa, privilegiata da Carlo Magno e dagli imperatori di Germania.

Il terrore scatenato dalle incursioni arabe del X secolo provocò infine, a partire dall’XI secolo, la nascita di Toffia sul poderoso sperone di roccia. Cinta di mura e presidiata da un castello (ora Chiesa di Santa Maria Nuova) la città venne a lungo contesa tra Abbazia di Farfa e famiglie nobiliari: Colonna e Orsini. Prevalsero gli Orsini lasciando tre edifici tra i quali il pregevole palazzo Baronale ora sede del Comune. Tra le varie manifestazioni organizzate (sportive, teatrali, musicali, espositive ecc) due itinerari sono stati particolarmente gradevoli, uno poetico e l’altro gastronomico.

La mostra di poesia è stato organizzata da Paolina Carli: l’esposizione Itinerante di Poesia, Poesie in libertà giunta alla V edizione, ha consentito di passeggiare per le strade del paese e di leggere versi poetici piacevolmente esposti lungo i tragitti. All’entrata di Toffia, l’albero della poesia ha accolto e raggruppato poesie estemporanee scritte su foglietti appositamente predisposti e, una volta compilati, esposti appesi al vento. L’arte entra a giusto titolo nell’arredo urbano.

Non solo, è stato possibile curiosare tra mostre, botteghe, atelier artistici, murales e graffianti allestimenti all’insegna della sperimentazione: un po’ ovunque erano visibili appesi ombrelli, scarponi verniciati in colore argento, cravatte, sedie impagliate dipinte con vari colori. Due sedie, per esempio erano esposte come un dondolo, poste una di fronte all’altra. E poi ancora cerchi, giochi zen, vecchie foto relative alla storia del paese ecc.

Gli itinerari gastronomici sono stati in grado di soddisfare i palati più esigenti andando dalla ricca cucina contadina a base di antipasto di pecorino e coppa casalinga seguito da fregnacce al sugo di funghi e pancetta e arrosto misto di maiale, pomodori e patate agli odori ad un originale menù argentino, dalle proposte asiatiche di una originale pasta fritta malese alla semplice birra con sfizi per terminare con la tradizionale Trattoria e gli stand di fettuccine al ragù, ai funghi o al pomodoro.

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