TOFFIA
Riviviamo il Centro Storico
Poesia in libertà

Espressioni umane a confronto
Arti Grafiche Nobili Sud, Rieti, lugio 2006
Pagg. 50, € 5,00
Presentazionec di Antonio Zacchia (Sindaco di Toffia)
Raccontare con poche frasi un evento travolgente e spiegare il segreto di così tanto successo di quei in cui Toffia apre il suo cuore nella festa è tanto difficile quanto poi è indelebile il segno che la festa stessa lascia nel ricordo di ciascuno di noi.Toffia, con le sue piazze, le sue strade, i suoi palazzi, la sua storia, è credo il segreto e la condizione necessaria nonché il riferimento più certo per tutti coloro che vogliono affermare con questa “l’amore per questo Paese.Il diritto civile di appartenere ad un luogo, oltre l’appartenenza residenziale, si riscopre in ogni singolo visitatore, che travolto dalla singolarità e dalla individualità delle immagini, degli spettacoli di strada, delle “” nelle piazze e nei piccoli vicoli, si sente parte di una grande scena teatrale in cui è contemporaneamente attore e spettatore.Questo “” che vive in un irripetibile “è la risposta al bisogno di vivere la realtà del nostro Paese come costantemente attuale e di riconoscere nella storia e nella tradizione del movimento contadino le radici del nostro futuro.Ma la festa si racconta anche attraverso l’emozione di una poesia, di una raccolta di poesie che come quella di P. Carli esprime “l’essere nel mondo” il sentirsi vivi e non estranei, la volontà di superare i confini del nostro piccolo Paese per condividere e testimoniare l’importanza di quel valore essenziale che è la “Pace”.L’Amministrazione è fiera del lavoro, dell’impegno, della pazienza, dei traguardi raggiunti, e ringrazia tutti coloro che ogni anno con molta umiltà si adoperano, oltre che per allietare e ristorare la presenza di molteplici visitatori, nell’intento comune di riscoprire e valorizzare il nostro territorio.L’elemento unificante la festa e i componimenti poetici è sicuramente “l’amore per la vita”, che poi credo sia in fondo l’insegnamento di questo spettacolare “evento collettivo”. E così come un componimento poetico, che è cosa durevole e memorizzabile, immagino la festa evento costantemente attuale e rinnovabile, segno tangibile del bisogno di vivere della nostra piccola realtà.
“E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole in un viavai
frenetico.
Non sciuparla portandola in giro
in balia del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea”.
(da C. Kavafis: “Per quanto sta in te” Cinquantacinque poesie)
Introduzione di Paolina Carli
I volti della poesia
La poesia è vecchia quanto l’umanità ma si rinnova, di generazione in generazione, in maniera sorprendente come l’araba fenice. Essa cambia pelle e cambia volto; assume i contorni multiculturali di un’umanità universale e, allo stesso tempo, particolare.
I vari volti della poesia cambiano ogni volta che vengono sfogliate le pagine di una raccolta o si passa da un autore all’altro. L’autore, che vede il mondo con i propri occhi, crea la “sua poesia”, ma, a sua volta, la poesia ritrae il volto nuovo, inedito, intimo e profondo dell’autore che l’ha scritta.
Ricorrendo a elementi naturali e a tutto quanto lo circonda, il poeta, introduce nella poesia una tale ricchezza di temi e di spunti (quali il dolore, l’amore, la denuncia sociale) che rendono “vive”, in chi legge, le stesse emozioni. Egli è capace di rappresentare momenti della vita quotidiana a tal punto che ciascuno di noi può riconoscersi nel comune sentire ritrovandosi nel suo mondo.
In questa varietà di espressioni artistiche s’inserisce la rassegna “Poesia in Liberta” che è nata allo scopo di avvicinare la poesia a un pubblico vasto e differenziato; dare ai poeti l’occasione di tirar fuori dal “cassetto dei ricordi” i propri scritti e promuovere l’intreccio tra le diverse espressioni umane (poesia, musica, intrecci, pittura, ecc).
Come nel 2005 anche questa seconda raccolta contiene i volti della poesia contemporanea, esposti come ritratti nei giorni di festa nel centro storico di Toffia e in altri borghi Sabini, (ora triste e malinconica, ora allegra e vivace, ora satirica e sarcastica) che hanno suscitato l’interesse e la meraviglia nei visitatori nonché la gioia nei poeti che hanno avuto la possibilità di esporre ciò che avevano gelosamente custodito.
Il paese in festa, infatti, mostra l’aspetto migliore, è accogliente, attrae con le sue delizie culinarie la folla festosa, le musiche che cessano solo nelle tarde ore, gli spettacoli di teatro di strada. Il clima mite delle notti d’estate favorisce gli incontri e gli amori in un contesto che appare disegnato a misura d’uomo.
La parola “scavata nella vita”, diceva Ungaretti, resta un segno indelebile. La poesia sa graffiare, sa indicare un orizzonte, sa raccontare il dolore, e lo fa lasciandone tracce, essa ricorda la sofferenza del vivere urbano o l’antago-nismo tra città e natura in lotta per la sopravvivenza, il rapporto tra la vita umana e l’ambiente, ci descrive, anche se in chiave metaforica, come la morte si succede alla vita e la vita alla morte in un ciclo perpetuo che esprime l’ “essere del mondo” e il ciclo dell’eterna risorgenza.
La poesia, non è ripetizione, ma scoperta, intuizione, emozione. Di fatto essa documenta i passaggi cruciali della vita di fronte allo svolgersi degli avvenimenti, ne descrive le aspettative e le delusioni di ciascuno di noi e, quando l’autore riesce nel proprio intento, diviene lo strumento più congeniale per ricordare innocenti vittime, per denunciare gli abusi o per testimoniare opinioni pacifiche e diverse dall’inaccettabile “scontro tra culture”.
Toffia 2006
RELAZIONE DI CARMINE NATALE SU
TOFFIA RIVIVIAMO IL CENTRO STORICO Immagini e poesie
TOFFIA (Rieti), 12 agosto 2005
TOFFIA… la Chioccia!
Dove amore antico si ridesta
L’esperienza di Cassino, la mia città.
Dove amore antico si ridesta
L’immagine, tratta da una poesia di Franco Bocci, è il sentimento che questo paesino ispira nelle persone che scelgono di ritornare qui, a Toffia, per viverci, e “vivere”.
Per Paolina Carli ritornare alle proprie radici è un bisogno di protezione dalle incertezze d’oggi; è, in definitiva, la necessità di riscopnre le semplici cose, quelle importanti: “guardare”, “ascoltare”, “parlare” con chi condivida la propria tradizione significa, appunto, bisogno di farsi comprendere, e comprendere; e quest’esigenza è soddisfatta nella propria comunità, meglio se minuscola!
Dove amore antico si ridesta… Ritornar bambini…
Di Kahlil Gibran, poeta, pittore e filosofo libanese:
RITORNAR BAMBINI
Le cose che il bambino ama
rimangono nel regno del cuore
fino alla vecchiaia.
La cosa più bella della vita
è che la nostra anima
rimanga ad aleggiare
nei luoghi dove una volta
giocavamo
Se il luogo dell’infanzia ci accoglie fra le sue braccia materne, la sensazione di rifugio aiuta a liberarci dalle nostre paure, a superare i dolori e le incertezze, a esprimere, o esprimere meglio le nostre gioie.
Si può tornare col pensiero nei luoghi in cui siamo stati bambini, oppure, destino benigno!, avere la fortuna d’essere ri-accolti nei luoghi dove una volta giocavamo; così è stato per la poetessa Maria Petrucci. Essa è nata qui, vissuta in Roma, Riccione e nel mantovano; poi ritorna nel suo paese d’origine, e si trova così a suo agio che, nientemeno!, fonda un museo dedicato al padre, promuove l’immagine del paese, pubblica una guida su Toflia! E ciò con la benedizione dei propri compaesani!
Si può essere anche “adottati” da una comunità, e così amorevolmente che il figlioccio la consideri propria sin dalla nascita: Gabriella Rosaleva, di Varese, artista di respiro internazionale, à scelto di esistere “umilmente” soltanto nell’abbraccio di Toffia.
E Paolina? A cercato con tenacia, e à trovato, un luogo che le desse soddisfazione, serenità: Ella si sposta fra l’Esquilino e la Terra sabina, per riposarsi nell’aria pura, per cercare gente amabile, per illudersi col canto degli uccelli. Anche quello di Paolina è un riconoscimento per le Vostre qualità.
Paolina è donna eccezionale, e coraggiosa, nel momento in cui nei suoi versi rende pubblici, e in modo così generoso e dignitoso, momenti tristissimi, indicibili della sua vita intima; e, come Lei, è da ammirare la sua famiglia, che la sostiene).
La manifestazione “Poesia in libertà”, è stata concepita anche per dare ai poeti, Sabini e non, l’occasione di tirare fuori dal cassetto… (Paoiina, Introduzione):
ecco ché Toffia è una “chioccia”: essa attira e abbraccia, fra le proprie ali, gli animi puri, anche di altre tradizioni culturali. Essa, con le sue costruzioni quasi in rovina (la citazione, di B. Brechi, dalla Presentazione del sindaco Zacchia), non scomparirà, non si spegnerà, giacché accoglie calorosamente tutti, sabini e non, e questi ultimi si riconosceranno soddisfatti figli di Toffia. Il Sindaco precisa che Rivivere il centro storico è, per gli amministratori, una festa collettiva: ed è ver&: il piccolo agglomerato di case, di botteghe, di artisti, di profumi, à un centro che è diventato storico, il quale (Centro) è, per la curatrice dell’operetta, un’occasione unica di confronto. Attraverso questa festa, e questo Centro, educatamente, costruttivamente, la comunità offre sé stessa; grazie a questa festa, gli “Altri”, educatamente e costruttivamente si offrono, nel ritmo vitale (dalla Presentazione) della tradizione del Pese, in cui ognuno riscopre la propria identità (dalla Presentazione).
In Venite gente — l’inno a questi giorni di fermento della ribollente comunità, in cui i sei rioni si ridestano e si attivano in un’esplosione pacifica e gioiosa — Paolina si appella al mondo con l’intento di manifestare in coro l’ottimismo per la vita:
Èfèsta gyande per tutti quanti, diseredati, infermi, felici ed infèlici, bambini ed anziani, belli e
brutti, biondi e bruni, religiosi e laici. / Musicanti, ballerine e saltimbanchi, registi, poeti,
cineoperalori, pittori e scultori, scenografi, preti e chierichelii, camerieri e cucinieri. “ La città mostra la sua bellezza. l’rasparenze che avvolgono i vecchi palazzi, lanterne clic attenuano gli scempi compiuti negli anni. /…] C ‘è chi beve e e ‘è chi canta. Chi tenta di dimenticare la solitudine e chi la cerca. “ C ‘è Santa cristina e e ‘è San Lorenzo in processione a spasso per il corso seguiti da uomini, donne e bambini infila come formiche. f…] E festa. E tutti si danno un gran daffare. Chi va di qua, chi va di là, chi recita, chi canta e clii suona, chi balia e chi salta, chi cucina, chi serve e
chi mangia. (hi vende, chi compra e chi guarda. f…]
Accogliere ed essere accolti: ma essere accolti da Voi significa essere privilegiàti “cittadini di Toffia”, perché acquisire una cittadinanza aperta soltanto a persone sensibili alla cultura e attive nell’impegno sociale è motivo d’orgoglio.
Questa comunità operosa e le costruzioni quasi in rovina che ànno (e forse proprio perché ànno) l’aspetto di progetti incompiuti, grandiosi pungolano le cellule cerebrali degli umani, ne aiutano la concentrazione e nel contempo le rilassano: ecco il motivo per cui, secondo me, la poetessa Eisa Boscardini potrebbe essersi rivolta a Toffia, quando scrive A Selene:
Grazie per la quiete profonda in cui si perde / ‘anima mia per la tacita luna che dà luce ai miei
neri pensieri! Grazie per il coro dei grilli che cantano i ‘inno alla vita ‘per la volta stellata che mi
fa atomo del cosmo infìnito. Grazie per l’arcano mistero che rinnovi ogni notte /per il senso
d ‘eternità che dài alla mia incredulità
Nello stesso modo Franco amerà questa Terra perché (da “A Susanna Hajnal” 2-V):
Il tuo seno è la riva ‘ dove approda nell ‘alba / la vela dei miei sogni, isola trepida alle
maree, nube dell ‘estasi azzurra
Il Venite gente, della signora ormai toffiese, è stato raccolto, e sarà sempre raccolto: si stringono attorno alla comunità, e la comunità si stringe attorno a essi, animi puri d’altre tradizioni: studiosi, poeti, scrittori, registi, attori, scultori, pittori, maestri nel macramè…
Ànno risposto, entusiasti
- l’orientalista Franco Bocci, di Terni, che abita in Roma;
- Eisa Boscardini, fondatrice di istituti morali e culturali, che dalla vicina Rieti annusa la… comunicante aria collinare;
- il mantovano, atipico politico, Gilberto Cavicchioli. Atipico perché è raro incontrare un rappresentante del popolo che s’impegni in qualcosa di “superiore”, quale la ristrutturazione degli edifici storici e la nascita di festival letterari;
- l’integemmo presidente di giurie letterarie, il romanaccio Giorgio Fiordelli;
- la biologa romana Cina Galante, indagatrice originale dei fenomeni termodinamici;
- la giovine Emanuela Muitari, di Roma, che collabora già con registi affermati;
- il cantautore e pittore di Teano Marco Napoletano, ora in Abruzzo;
- la scoppiettante, “autentica” Sorella Franca Sartoni, di Cesena, oggi a Ravenna;
- il … boccaccesco Fabio Savini, di Teramo;
- l’umbra Giovanna Somai, capace di conciliare arti multimediali con sensibilità orientale e con restaurazione di opere antiche.
E tanta presenza d’artisti, e d’arte, e in una comunità così minuscola è una ricchezza, un qualcosa di unico, che Toffia dimostra di saper preservare.
Un pubblico vasto e differenziato si è riunito, in un’occasione unica di confronto: Toffia vive nel segno del dialogo fra le culture, vive per un desiderio di “esistere”, di continuare a esistere… di rinascere, e per farlo, in quest’occasione à scelto le parole e le immagini… Perché?
Esse (parole e immagini) sono una finestra, un passaggio che permette di osservare nella nostra casa, nella nostra intimità; e fra i Toffiesi c’è questo desiderio d’aprire le proprie finestre al mondo. La comunità… Voi spalancate le Vostre finestre per dire: “Guardate pure nelle nostre case, entrate, leggerete nei nostri cuori.., questi siamo noi, questa è la nostra cultura!”.
E quanto sia importante rinascere, e non soltanto per le persone, lo dice Kahlii Gibran:
Se un uomo non nasce una seconda volta,
la sua vita rimane come unJòglio bianco
nei libro dell’esistenza
Se un luogo non nasce una seconda volta, non si anima una seconda volta, la sua vita rimane come un foglio bianco nel libro dell’esistenza!
Il Vostro libro “Toffia, riviviamo il centro storico — Immagini e poesie” non à di questi fogli: in esso molte testimonianze provano quanto sia importante esternare i propri sentimenti affinché questi, dai corpi degli artisti penetrino nelle antiche mura del borgo e lo facciano ri-vivere, muovere, respirare, esprimersi, e rendere, con la gioia, vita a chi vita gli ha donato.
Perché la poesia? Anche perché essa è, fra le forme scritte, quella in cui la semplicità espositiva non è minata dalla “modernità”: dal linguaggio burocratico e dalle mode lessicali. Anzi, noto, con piacere, che sia l’Introduzione sia la Presentazione del libro ànno una terminologia curata, non “scontata” e non d’impostazione buro-commerciale.
Grazie alla poesia, poi — una parentesi un po’ tecnica, ma doverosa — si apprezza la varietà della lingua italiana, e le possibilità che offre con alcune sue particolarità; dai versi di Giorgio traggo alcuni esempi di forme tronche: dii’ nuvolette (due), pe’ annà in Paradiso (per); di aferesi: te l’hanno ‘mpallinato, ‘na rosa delicata, goccia ‘mbriliantata; chi ‘ndovina; di forme antiche (che adotterei’): arigala a la gente (per “alla”), succede puro ne la vita (nella); in su le spalle (oggi soltanto: sulle — depennata la in), in de la schina (oggi solamente: nella), injra le donne (oggi soltanto: fra); la semi-vocalej.
Questa è Toffia; questa è la comunità toffiese! E il pellegrino si accorgerà quanto sia facile per Voi mi esprimo con concetti di Giorgio — annà in Paradiso ché sempre arigalate un soriso.
Carmine Natale
isegni_nel_tempoyahoo.it
PROFILO degli oratori che partecipano alla presentazione di
Toffia - Riviviamo il Centro Storico - Immagini e poesie
Antonio Zacchia Sindaco di Toffia
Giulia Rodano Assessore alla Cultura della Regione Lazio
Giuseppe Rinaldi Assessore alla Cultura della Provincia di Rieti
Vincenzo Padiglione Professore di antropologia culturale alla Facoltà di Psicologia dell’Università di Roma “La Sapienza”. Uno dei maggiori esperti italiani di antropologia museale, per la conservazione delle tradi-zioni e dei ricordi delle comunità locali. Ha progettato e realizza-to l’Etnomuseo dei Monti Lepini a Roccagorga ed è autori di molti libri tra cui:
Il cinghiale cacciatore: antropologia sim-bolica della caccia; Preghiere e grazie: per una etnografia delle forme di religiosità popolare contemporanea; L’amicizia: storia antologica di un bisogno estraniato; Ma chi mai aveva visto niente: il Novecento, una comunità, molti racconti e Gente del circo: bestiari e altra umanità
Carmine Natale scrittore, laureato in Pedagogia si occupa di letteratura classica italiana e internazionale (con una predilezione particolare per Ka-fka, Pirandello e Ionesco), cinema, linguistica applicata, fotogra-fia, e musica. E’ autore di L’Oca Chattaiola, un libro sul lin-guaggio dei chat giovanili italiani al loro affermarsi su internet e del libro “I segni del tempo: segni grafici e mode lessicali nei mezzi di informazione, dalla lingua dei mercanti e dei banchieri a quella dei chatter”, 2005.
Maurizio Lozzi giornalista e docente di Sociologia presso l’Università degli Studi di Cassino. In questa sede accademica ha insegnato Sociologia del Lavoro, Tecniche di Comunicazione Pubblica e Metodi di analisi del contenuto dei Media. E’ dirigente nazionale dell’Associazione Nazionale Sociologi e membro dell’Ordine Nazionale Giornalisti. Collabora con: “Quaderni Satyagraha”, la prima rivista italiana di Peace Studies edita dal Centro Gandhi e con “Conflitti”; la rivista del Centro Psicopedagogico per la Pace e la gestione dei Conflitti; l’ECO - rivista per l’educazione sostenibile di Torino. Tra le sue pubblicazioni citiamo: Mediazione sociale e Sociologia, La comunicazione come antidoto al conflitto, Naturanda - L’agenda territoriale per lo sviluppo sostenibile, La Pubblica Amministrazione verso il Citizen Relationship Management
Luigi Basagaluppi: moderatore
Maddalena Recino e Marzia Vitale: attrici
INVITO ALLA PRESENTAZIONE DI TOFFIA
RIVIVIAMO IL CENTRO STORICO
Immagini e poesia
COMUNE DI TOFFIA
RIVIVIAMO IL CENTRO STORICO
Festival dei centri storici della
Valle del Farfa
12 agosto 2005 - ore 18
Oratorio Confraternita S.S. Stimmate
Via Castel di Dentro, 4 – Toffia (Rieti)
PRESENTAZIONE
Il Sindaco del Comune di Toffia
Antonio Zacchia
è lieto di presentare alla cittadinanza il volume
Toffia
Riviviamo il Centro Storico
Immagini e poesie
Intervengono:
Giulia Rodano, Assessore alla Cultura della Regione Lazio
Giuseppe Rinaldi, Assessore alla Cultura della Provincia di Rieti
Vincenzo Padiglione, Professore dell’Università di Roma “La Sapienza”
Maurizio Lozzi, giornalista e docente di Comunicazione Pubblica
Pino Di Buduo, Gruppo Teatrale Potlach
Carmine Natale, scrittore e linguista
Moderatore: Luigi Basagaluppi
Le attrici Maddalena Recino e Marzia Vitale
leggeranno alcune poesie
Saranno presenti gli autori
La presentazione si terrà alle ore 18
all’Oratorio Confraternita S.S Stimmate
Via Castel di Dentro n. 4
Toffia centro storico
(Rieti)
Segreteria
Comune di Toffia
Via Porta Maggiore, 29
02039 Toffia
tel. 0765-326375 /326085 / 326032
Come arrivare a Toffia:
Da Roma Km. 50 della Via Salaria, imboccare il bivio per Toffia e seguire la strada fino al Paese attraversando la Frazione Casali di Poggio Nativo
Dall’Autostrada del Sole, uscire a Roma Nord, Fiano Romano e imboccare la via Salaria in direzione Rieti
POETI IN MOSTRA
Paolina Carli (Roma)
Gilberto Cavicchioli (Mantova)
Stefano Ceccarelli (Costarica)
Giancarlo Cobalto - alias Giancarlo Cobite (Padova)
Elisa Corbo (Ariccia - Roma)
Giovanni Luigi Francesco Fiabane (Cagliari)
Giorgio Fiordelli (Roma)
Monica Maggi (Roma)
Maria Antonietta Mantova
Andrea Mariotti (Roma)
Kadour Naimi (Roma)
Emiliano Oliveti (Toffia - Rieti)
Antonio Ongari (San Donato Milanese - Milano)
Maria Petrucci (Toffia - Rieti)
Maria Antonietta Picchi (Roma)
Fortunata Irene Pizzimenti (Palermo)
Luciano Recchiuti (Teramo)
Franca Sartoni (Lugo - Ravenna)
Pina Trovarelli (Corese Terra - Rieti)
COMUNICATO STAMPA
EuroMedias
Agenzia a servizio della stampa
emedias@libero.it
Alle testate giornalistiche
LORO SEDI
con preghiera di diffusione
“…ritrovare l’anima della vita vissuta..”. Può essere considerato questo lo slogan di “Riviviamo il centro storico”, manifestazione che anche quest’anno propone nella singolare cornice del Comune di Toffia, iniziative legate al “Festival dei Centri Storici della Valle del Farfa”.
Venerdì 12 agosto alle ore 18,00 presso l’Oratorio della Confraternita delle S. S. Stimmate, in Via Castel di Dentro n. 4, il Comune di Toffia promuove una serata di immagini e di poesia attraverso la presentazione di un raffinato volume curato da Paolina Carli insieme ad altri autori e dedicato proprio alla cittadina di Toffia.
“Toffia – Riviviamo il Centro Storico – Immagini e poesie” è un’iniziativa editoriale della collana “Terra sabina” diretta da Marco Silvestri che, distinguendosi per la qualità delle immagini e la profondità dei versi, offre un piacevole spaccato di sensibilità e amore nei confronti della riscoperta di forme di espressione in grado di cogliere gli aspetti intimi delle proprie identità e lo stupore per le meraviglie della natura e dell’ambiente.
Alla presentazione del volume, oltre agli autori, interverranno: Giulia Rodano, Assessore regionale alla Cultura, Giuseppe Rinaldi, omologo alla Provincia di Rieti, Vincenzo Padiglione, Docente presso l’Università “La Sapienza” di Roma, Maurizio Lozzi, Giornalista e Docente presso l’Università degli Studi di Cassino, Pino Di Buduo del Gruppo Teatrale Potlac, Carmine Natale, Scrittore e Linguista, Luigi Basagaluppi in qualità di moderatore e le attrici Maddalena Recino e Marzia Vitale alle quali sarà affidata la recitazione di alcuni versi.
Toffia, 10 agosto 2005
EuroMedias
Service Press
3397020295
Bando
Cari amici del forum,
a Toffia (RI) dal 12 al 16 agosto 2005, nell’ambito della X edizione della manifestazione annuale “Riviviamo il centro storico” si svolgerà la II edizione della Mostra di poesia (Poesia in libertà: corde, note, parole e colori liberi per la città -Laboratorio coordinato da Paolina Carli)
Sono previste:
1. presentazione del volume contenenti le poesie esposte nella passata edizione;
2. esposizione di poesie di autori esordienti e non , sabini e non, lungo le vie del borgo
3. recite anche da parte del pubblico che lo desideri e che sarà il benvenuto;
4. mostra di pittori che dipingeranno anche durante la manifestazione;
5. esposizione di oggetti in macramè, realizzati dal gruppo di donne toffiesi utilizzando la tecnica dei nodi;
6. performance di recitazione, musica e pittura.
Con detta manifestazione si intende:
1. avvicinare la poesia a un pubblico vasto e differenziato;
2. dare ai poeti esordienti e non l’occasione di tirar fuori dal “cassetto dei ricordi” i propri scritti;
3. favorire l’intreccio delle diversità espressive umane attraverso parole, nodi, musica, poesia, e pittura.
Chiunque voglia partecipare con le proprie composizioni può inviarmi un messaggio privato a cui risponderò privatamente dando le indicazioni per poter partecipare.
Per avere la possibilità di trattare i testi, gli elaborati debbono pervenire entro e non oltre il 5 agosto
Non è previsto alcun compenso in quanto si sa che la poesia è povera e i costi dell’allestimento saranno esclusivamente a mio carico.
Ringrazio fin da ora per la partecipazione
Toffia, 25 luglio 2005