Archivio della Categoria 'RACCOLTE PERSONALI'

SE POTESSI…

Venerdì 16 Gennaio 2009

SE POTESSI…

 Se potessi...

Montedit, Melegnano (Milano), 2007 Libro premio
€4,5
PREFAZIONE

Paolina, pittrice dell’anima

Non sono un critico letterario, nè tantomeno un critico d’arte, ho solo dalla mia una qualche dimestichezza con entrambi gli ambienti, muovendomi da anni - forse dalla nascita e, dunque, mio malgrado e non come atto consapevole e volontario - in quel territorio scivoloso ed esaltante della creatività umana e dell’espressione artistica fatta di segni, forme, colori e parole che accompagnano il trascorrere inesorabile e veloce della mia, della nostra, esistenza.

Certo, quanto detto non può bastare a chiarire meglio la mia personale osservazione sulla capacità pittorica insita nella poesia di Paolina Carli, ma ciò che, forse maldestramente, sto tentando di trasmettere in queste poche righe è proprio il fascino e il turbamento-struggimento dei versi. Son versi che scuotono le corde del cuore, attraverso un uso delle parole che avverto pittorico, un dosaggio delle emozioni che si amalgamano in una combinazione di toni capaci di dipingere l’anima di mille sfumature - ora cupe e malinconiche, ora serene e delicate, ora accecanti e rabbiose.

La profondità della poesia di Paolina - oserei dire materica - non risiede solo nella nettezza del verso, nella essenzialità e a volte caparbietà delle espressioni con le quali ci fa dono del suo sentire, ma anche, in quel tratto ch’è riconoscibile in ogni suo componimento e che lo rende originale nell’uso degli avverbi, nella struttura delle frasi, nel cambio di colore, appunto nella giostra di sentimenti che evocano immagini, suoni e nei quali è possibile ritrovare un sentimento già provato, un’atmosfera familiare. E sono poesie che puoi vedere come emozioni dipinte su di una tela, con immagini nitide, trasudanti di una luce improvvisa, proprio come quella che trovi nel delineare alcuni corpi del Caravaggio o quella degli abissi interni dell’anima, come quelli dei sacchi e dei coppi di Burri, intrisi di catrame o rattoppati con trame grezze.

Ed è passione quella che sentiamo nella poesia-pittura di Paolina, passione per la poesia stessa, passione per l’impegno sociale e civile, passione per chi si è scelto di avere accanto, passioni che a dispetto degli ardori e delle illusioni giovanili, resistono al degrado del quotidiano. Ed ancora, passione per la natura, per la vita, per l’amore, passione che sa svanire e rinascere sotto diverse spoglie, anche quelle di un amore al tramonto. Passione per il passato più innocente e per un futuro più giusto.

Passione che vale la pena di vivere e di condividere anche a costo di soffrire. Passioni da assaporare per scoprire che non sei solo a provare; passioni, che con i versi di Paolina, trovi il coraggio di condividere unendoti alla sua rabbia, la rabbia […] di un cuore spaccato/ costretto a piegarsi alla logica imposta/ dal comune sentire che/ ha inghiottito il tramonto e fatto traballare la luna.

Ritroviamo in questa raccolta ancora una volta la luna ad accompagnarci in questi nuovi componimenti e Paolina ne dipinge la sua presenza o, semplicemente il suo essere come astro celato, ma tu che leggi sai che la luna c’è, sai che arriverà appena le nubi si dilegueranno, appena il giorno farà posto alla notte. E allora eccola lì ad illuminare il buio, a delineare alcuni dei versi più belli, come quelli che aprono la raccolta: in Se potessi, è la luna che ci accompagna per le strade del quartiere francese e ci fa luce quando la Paura del niente ci assale. Lei è lì, ci offre uno spiraglio, forse l’unico per sentirci di nuovo sicuri. Ma la ritroviamo, ancora “dipinta” tra le note di […] una fisarmonica/ mentre […] accompagna l’ombreggiare della quercia sull’aia/ dove i pulcini razzolano e gli innamorati si perdono/ in gesti d’amore mentre le nuvole si affrettano/ a velare il tramonto per far posto alla luna. Ed è, ancora la luna ad evocare ferite che ci portiamo dentro, che stipiamo nell’animo e che riemergono violentemente quando ci rendiamo conto che Il passato non ci è lontano e che le […] molestie clericali spingono vergini lune/nelle tragedie di un paese che nega la storia/ mentre nuvole minacciose incombono/ sulla campagna che stenta a vestirsi di gemme.

Ma questi nuovi componimenti sono anche un omaggio che Paolina sa rendere alla natura in tutto il suo insieme, proprio perchè, quando crollano le speranze e tutto ha oramai mostrato il lato scontato e deludente, quando ormai anche la […] cultura colleziona ignoranza, la natura è la sola cosa capace di dare senso al nostro essere e al nostro sentire, sia esso fatto di emozioni, sia esso costruito intorno a un solo pensiero, un pensiero che […] ci sfugge/ non teme la notte ma predilige la luce/ e come un fiore si schiude nell’intimo/ ma ne avvertiamo l’odore quando è sfumato.

Sono versi che scuotono le corde del cuore, attraverso parole dipinte sulla tela dell’anima. Lasciamo che questi versi caccino […] dal verbo l’arroganza dei furbi e ci aiutino a […] condividere le bellezze del mondo.
Gianluca Pirozzi

 

 

INDICE

Se potessi         3
Senza titolo        4
Paura del niente        5
Pensiero         6
Astrazione        7
Dalla via          8
Dal tetto del mondo        9
Ritorno al passato      10
Il Pensiero      11
Dio       12
Spazi umiliati      13
Ritrovare i luoghi       14
Lacrime        15
Far posto alla luna       16
Architetture da ospizi     17
Era di marzo       18
Dare senso alla vita       19
Torneranno le illusioni     20
Parlando di noi      21
Sull’altalena del tempo     22
Madri coraggio      23
A porte chiuse      24
Meglio sarebbe      25
Clandestino      26
Silenzio       27
Soffia il vento      28
Ragazzi di strada      29
Aggrappata al candore del cigno    30
Eppure       31
Ripristinare il calore      32

LACRIME AMARE - Donne di oggi come quelle di sempre

Venerdì 16 Gennaio 2009

 

 Lacrime amare - Donne di oggi come quelle di ieri

 Lulu Press
New York 2005
€ 10,00

 

PREFAZIONE
Ci sono coltelli che uccidono. Ci sono coltelli che mancano l’obiettivo. Ci sono poi coltelli che ti arrivano accanto, con rapida violenza, facendo un minimo rumore, ti tolgono il respiro, ma ti lasciano vivo e scopri che sono stati lanciati proprio col preciso intento ti darti quella sensazione. Le poesie di Paolina sono così. Sono armi volanti scagliate contro di te per darti una scossa, per strapparti al torpore protettivo del vivere quotidiano.
Poesie come coltelli. Coltelli che vedi avvicinarsi con un sibilo che ti arresta il cuore, che ti da solo il tempo di fissare lo sguardo e che si conficcano a pochi millimetri dalla pelle, come per disegnare il tuo profilo, senza farti male. E quando il loro tragitto s’è arrestato e te li vedi conficcati accanto, rimani immobile ancora per qualche istante, incredulo che possa essere toccato proprio a te. Volti lo sguardo come a cercare una conferma che non é stato così, che lo hai solo immaginato quel coltello. Ti guardi i tessuti ancora intatti e riprendi a respirare, il cuore allenta nuovamente il suo battito, lo stordimento svanisce e allo spavento subentra un nuovo desiderio, come una voglia di riassaporare ancora quella sensazione. Ed allora riprendi a leggere, volti pagina e t’immergi di nuovo alla ricerca di quella meraviglia, senza più chiederti perché quei segni neri sul foglio hanno avuto su di te quell’effetto, quello sconcerto. Leggi ancora, vai avanti, rallenti, smetti e poi rileggi di nuovo la stessa poesia. Adesso quelle parole non fanno più paura, ti spaventano meno, le senti tue, ne cogli finalmente il senso e capisci che non sei completamente solo nel tuo sentire.
Ecco le poesie di Paolina sono così, come armi antiche ancora affilate, armi che sai possono far male, ma che non puoi fare a meno di prendere tra le mani per toccarle, per vedere fino a che punto possono ferire, per sentire fin dove possono osare, fin dove possono spingerti.
Ma le poesie di Paolina sono molto di più d’un brivido immediato. Sono un viaggio nella memoria che trasporta il ricordo d’immagini che credevi di aver perduto e che ritrovi. Sono un itinerario nuovo in un universo prossimo e sconosciuto, in un mondo che non ti appartiene, ma che ti attrae e ti spinge ad andare lontano. Sono tutto questo insieme e molto di più: sono te, sono il tuo oggi, sono il tuo essere in questo momento proprio così come sei intimamente, senza difese, senza continue inutili richieste. Sono poesie in cui le parole ti portano lì, al centro del tuo essere, nel tuo adesso. Un adesso che non credevi più di poter sentire, che non riuscivi o non volevi sentire o che scopri per la prima volta di avere. Un adesso nel quale riesci a vederti come se ti potessi guardare solo ad un passo da te.
Sono poesie che non ti chiedono solo ‘come va?’, sono parole che non dicono solo ‘vorrei essere … invece … sono’, ma sono invece istanti che in un lampo ‘illuminano a giorno tutto lo spazio che è dato vedere’. Ed allora immagini con Paolina che forse sia ‘la forza dei colori che rende forte la foto di un paesaggio pieno di croci poste sul ciglio della strada’.
Ma alla fine, forse, io non so cosa di preciso sono queste poesie. Io non so spiegare cosa c’é in quelle parole, in quelle immagini, tra ‘le membrane’ di quelle righe. Io so solo che ho letto quelle poesie, le ho anche detestate per qualche istante, ne ho avuto paura, ma che poi ho scoperto di amarle, sentendo alla fine che anch’io vorrei essere con lei, proprio lì in quel giardino. In quel giardino sotto il cielo stellato di Toffia mentre si abbandona all’amore, o in quel prato con i raggi di sole che stordiscono per i ‘colori che variano dal verde scuro all’arancione brillante’. In quel giardino dove c’é ‘un noce di cui vorrei carpire i misteri’. Allora non ho più dubbi ed anche quella domanda ‘Cosa farò di questo grande respiro, di questo grande desiderio di amare, di questa incontenibile dimensione emotiva che sento dentro di me’, ha trovato una risposta. È una domanda che forse Paolina ha posto lì per provocarti, ma alla quale lei, per te, ha già dato una risposta. E la trovi rileggendo, tornando appena qualche pagina indietro, proprio lì in quel verso in cui ti confida che quelle emozioni le puoi portare via con te, che quell’amore che ti danna è una sensazione a cui non sai rinunciare, perché ‘è come un raggio di luna che squarcia il buio della notte, una fiammella che rafforza lo spirito e il corpo, una nota che attenua il peso di mani penzolanti tese davanti al nulla per prendere la vita come sorpresa’.
Gianluca Pirozzi
Bruxelles, 2 febbraio 2005
INDICE

Prefazione       9 

Parole     13
Inutilità    14
Viaggio    15
Immagine di lui   16
Amore scaduto   17
Aspettare che passi    18
Lui, lei e l’altra   19
Confusione   20
A volte     21
Elettronicamania   22
Ricerca disperata   23
Rientro     24
Tappeto     25
Non è ora     26
Che strane le donne   27
Basterebbe   29
Desideri     30
Vorrei essere   31
Spasmi    32
Pazzia    33
Comunicazione    34
Brindare all’amore   35
Cosa farò    36
Sogno    37
Occasione mancata  38
Inquietudine  39
Fantasia    40
Nel mio giardino  41
Figli    42
Lettera a un’amica  43
Vita spezzata  44
Ultimo saluto  45
Toffia   46
Utopia   48
Il cartellino  49
Natale   50
La sera   52
Volontà del destino  53
Come tante altre  55
Rifiuti umani  56
Nell’oscurità la speranza 57
Raggio di luce  58
Occupazione militare 60
Come la quercia  61
Vane parole  62
Picnic di guerra  63
Speriamo che siafemmina 64
Scrigno di civiltà  65
Roccia dura e maestosa 66
Paesaggio senza colori 68
Coperta di neve  69
Signora TV  70
In diretta TV  71
Ritrovare l’amore  72
Profilo biografico  73
Ringraziamenti  74
Citazioni   75

GRAZIE LUNA

Venerdì 16 Gennaio 2009

 

  Grazie luna

Libro italiano
Poeti Italiani Contemporanei, 2004
€ 10,00

 

PREFAZIONE
Le poesie e le meditazioni di Paolina  Carli devono essere lette, a nostro avviso, alla luce della sua biografia.
L’impegno profondo, ai limiti angoscioso nel Sociale, resta il motivo conduttore della sua opera , anche se degli spunti lirici di estrema efficacia  si inseriscono quali fiori di cam-po, tra poesie e brani che ricordano la forza di una invettiva classica sulla linea di Demostene e Cicerone. In particolare il breve distico Ora che la scienza è vicina a vincere la bat-taglia contro la fine ,lacrime scorrono per bonificare spazi insanguinati mostra l’altra faccia della medaglia: il deside-rio spasmodico, profondamente sofferto, di una redenzione che suoni anche speranza in un futuro migliore. Ma non è compito e neppure diritto dello psicologo di impegnarsi in una dimensione estetico-filosofica che esorbita dalle sue possibilità. La ricerca che ci sembra più interessante è quel-la di cercare, di formulare delle ipotesi sulla genesi dell’opera letteraria di Paolina.
D’accordo con la teoria freudiana e non solo freudiana, sul-la grande-determinante importanza dell’infanzia sulla for-mazione della personalità, ci sembra che i traumi infantili e la carenza d’affetto o almeno la “percezione di tale carenza a livello di coscienza” abbiano influito profondamente sul soggetto, portandolo, per reazione, a fianco degli uomini che soffrono e a una lotta che raggiunge toni di autentica sofferenza contro le ingiustizie del mondo.
Nella giovane e nell’adulta resta il segno del dolore, il sen-so della incomprensione, il marchio che una infanzia infeli-ce imprime in modo spesso irreversibile, sulla personalità E, su queste basi, Paolina costruisce le sue “Filippiche” contro la strage dei Palestinesi e contro la “violenza” in ge-nere quale mezzo di assurda pacificazione.
Ma Paolina non conclude qui. La sua visione della vita è molto più ampia e ad esempio, nella poesia La vita l’impegno  globale della mente inteso come sintesi di razio-nale, emotività ed irrazionale, porta ad una riflessione ama-ra per cui, al di fuori e al di sopra delle sofferenze inflitte dagli uomini ad altri uomini, emerge “una visione negativi-stica” dell’uomo in sé, del “singolo” condannato alla “soli-tudine”. E gli sforzi che una società, sempre più “nevrotiz-zata” compie per portare, artificiosamente, l’uomo verso un “paradiso artificiale”, sono crudelmente ridicolizzati con l’invocazione ai “Grandi” del passato perché abbiano pietà per l’incoscienza con cui si cerca di guidare il genere uma-no verso un Paradiso oltre che inesistente, impossibile.
Che cosa può quindi dire uno psicologo, sia pure in modo approssimativo e senza alcuna pretesa di poter interpretare a fondo l’opera di un artista? Si potrebbe concludere rico-noscendo che in un’opera d’Arte si riversa la globalità dei contenuti mentali  dell’Autore e che, nel caso specifico, Pa-olina ha saputo rivisitare se stessa, cogliere i contenuti più profondi del Sé e trasformarli, concretizzandoli in opera letteraria di alto valore.
 Su tale linea si spiegano sia poesie o meditazioni tipo Gra-zie Luna che ricorda anche semitoni kafkiani e che rivisita direttamente la propria infanzia, sia le invettive contro la “violenza” e i “violenti” che, forse, celano anch’essi un se-micosciente desiderio di rivalsa contro le ingiustizie subite. Ma al di là della ipotetica genesi dell’opera, lo psicologo, in quanto uomo, deve riconoscerne la indiscutibile validità.
Ci piace concludere con un altro distico che, forse, può e-sprimere in sintesi la dinamica mentale su cui si fonda, a nostro  avviso, l’opera di Paolina.
Buio: Nel buio della notte i fantasmi si animano e la malin-conia mi assale. E’ merito di una vera artista saper tradurre in “comunicazione lirica” un vissuto personale. Lo psicolo-go non può che esprimere, di fronte alla creatività artistica, la sua ammirazione.                                                                            
A.Fusco
R.Tomassoni
POSTFAZIONE
Ho sempre provato nei confronti della poesia, e dei poeti in genere, un sentimento ambivalente di grande attrazione per universi che riconosco spesso simili ai miei, ma anche una voglia di guadagnare immediatamente un nuovo distacco, come a non volersi lasciar contaminare e sconvolgere, o ec-cessivamente co-involgere, dalle emozioni descritte e aper-tamente, quasi sfrontatamente, confidate al lettore.
Per questo, quando ho ricevuto in dono l’anticipazione della raccolta di poesie “Grazie luna”, non mi ci sono avvicinato immediatamente. Ho cercato una distanza dandomi dei pre-testi. Mi sono chiesto se in un tempo in cui la comunicazio-ne sembra elevarsi all’ennesima potenza, in un’era di sba-lorditiva diffusione del web, di uso esagerato di sintesi e-motive per sms, se in una simile epoca ci fosse ancora uno spazio per la poesia, per l’intimo sentire dell’esistenza uma-na, se ci fosse ancora la possibilità per accogliere l’intimità che i versi di Paolina, intuivo, potessero desiderare volerci offrire.
Ne leggo una per passare qualche minuto mi son detto all’inizio, poi risucchiato dalla lettura ho dimenticato le mie domande ed ho continuato fino alla fine, tutto d’un fiato, come ebbro di abulimica ingordigia e completamente inca-pace di tenere a bada l’effetto di quelle parole piene, nette, fatte di odori, di sapori, di voci, di colori, di dolori, di sogni e d’amore.
Parole che co-involgono e sconvolgono appunto per la loro semplicità e la loro cruda essenzialità. Parole che sanno di echi lontani, infantili e saggi allo stesso tempo. Parole inti-me e dense di emozioni, di sentimenti feriti o non colmati, di ricordi e amori desiderati. Ma sono anche parole capaci di gridare, di denunciare giustizie negate e orrori sociali in-sanamente e volgarmente perpetrati.
I versi di Paolina sono così, senza compromessi, senza sot-tintesi, sono fatti di sentimenti chiari, limpidi, puliti e sono versi pieni d’amore. Già l’amore, quello che Paolina cerca, quello che giustamente rincorre e osa pretendere, ma so-prattutto quello che dona, anche con la sua poesia.
E’ l’amore di una donna piena di stimoli, l’amore di una madre generosa, di una lavoratrice sapiente, di un’amica insostituibile, di una compagna sempre presente, cosciente del proprio spazio. E’ l’amore di una donna che apertamente reclama il rispetto del proprio ruolo, in famiglia, nella so-cietà, nella relazione con l’amato. E lo fa anche a dispetto del tempo, quel tempo che in altri ha offuscato la passione o è incapace di ridare slancio. Ma quando questo sentimento, questa passione è ritrovata, essa sa ancora stupire, proprio come una “magia insperata” che ci viene svelata Nella not-te.
E’ un amore che a volte ha deluso, ma che comunque viene attivamente ricercato, un amore che reclama spazio, che domanda conferme, che chiede ragione anche della propria esistenza. E’ l’amore per la madre, per il proprio uomo e per tutto il cosmo, dalla Luna al Sole cui va la riconoscenza per un soccorso insperato:
[…]
Esausta ripercorre il cammino ma non vedeva più ombre, aveva dinnanzi la luna, grande, grandissima, luminosa, che la guidava e non aveva paura.  (da Grazie Luna)
o diventa speranza di un ultimo appiglio:
[…]
Oh sole, tu che sei così gigantesco, generoso, lucente. Tu che rappresenti il divino e tanto puoi fare, ascolta l’appello di un ateo e sostienilo nelle circostanze oppressive della di-sperazione. (da Sole).
Ma la poesia è anche uno strumento per esorcizzare la pro-pria malinconia, le proprie paure, il buio che può calare nell’animo dell’uomo quando “Nel buio della notte i fanta-smi si animano e la malinconia mi assale”.
Seguiamo dunque Paolina in questo cammino, guidati dalla luna della sua poesia, affidiamoci ai suoi versi e non ce ne pentiremo, nemmeno per un istante.
Bruxelles, 13 maggio 2004
Gianluca Pirozzi
RINGRAZIAMENTI
In questa circostanza mi sembra doveroso ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa raccolta.
In primo luogo, la mia riconoscenza va ai miei tre figli e a mio marito che, per non distogliermi dal lavoro creativo, hanno saputo trasformare pranzi e cene a  base di piatti riscaldati in banchetti fastosi.  Poi, senza alcun ordine di rilievo, alla pittrice/scultrice Maria Petrucci e alla regista/scrittrice Gabriella Rosaleva per avermi spinto a tirare fuori dal cassetto dei ricordi le mie composizioni; all’attore Luigi Basagaluppi e all’attrice Laura Cardillo che hanno permesso al pubblico di apprezzare le mie composizioni con la loro eccellente recitazione; all’Associazione culturale “Il Cielo Sopra Esquilino” di Roma per avermi inserito nell’ambito delle iniziative dirette e coordinate dal regista Kadour Naimi; alla Dr.ssa Maria Cristina Martini e al poeta Prof. Valerio Magrelli per avermi persuasa a pubblicare questo volume; da ultimo, non posso non render grazie al Dr. Donato Formisano, Presidente della Banca Popolare del Cassinate per aver reso concretamente possibile la pubblicazione.
INDICE
Parole in libertà      3
Grazie luna       5
Nella notte       7
Malinconia      8
Domande      10
Venite gente     11
Il buco       13
Memorie      14
Dignitari del mondo     16
Compleanno     18
Sole     20
Madre      21
La vita      22
E se domani    24
Demolizione    25
Tran tran giornaliero     26
Soliloquio     28
Paese qualunque     30
Tramonto …    32
Buio      34
San Giuliano     35
Sola con me stessa    36
Ho chiesto a mia madre   37
Quando la fantasia    38
Carnevale     40
Amore      41
Echi lontani     43
Il dimenticato    45
Rabbia      47
Gioco negato    49
Lontano, anzi vicino    50
Auguri      53
Ritorno      54
Colori      55
Silenzio      56
Melodia      58
Sfida alla sorte     59
Libera cittadina     60
Figli sepolti da padri    61
Bare di cristallo    62
Indice     63