POETI di Toni DìAngelo

 

da venerdì 29 gennaio,
al Filmstudio.

Via degli Orti d’Alibert 1/c – 00165 Roma – Trastevere

(traversa di via della Lungara)
 

POETI
di Toni D’Angelo
 

POETI, il docufilm di Toni D’Angelo, presentato al Festival di Venezia 2009 nella sezione Controcampo italiano, da venerdì 29 gennaio si potrà vedere al Filmstudio.
 

È prevista una programmazione di due settimane. Dopo la seconda settimana, il Filmstudio, intendendo tenere viva l’attenzione sul tema “poeti e poesia”, continuerà a proporre il docufilm di Toni D’Angelo riservandogli una proiezione quotidiana.

 

Le proiezioni saranno precedute da letture di poesie, da incontri con i poeti-protagonisti, da interventi estemporanei di spettatori-poeti.

 

È l’alba. Roma si sveglia e con lei si svegliano Biagio e Salvatore. Biagio Propato vive a San Lorenzo dove organizza letture di poesie nel pub del fratello. Insegna Lingue e letteratura straniera in un liceo all’Eur, ma è anche un poeta che nei suoi libri ha scritto per “i malcapitati e gli imperfetti”. Salvatore Sansone vive a Testaccio dove ozia e scrive poesie. Biagio e Salvatore non si vedono da più di dieci anni. Si incontrano per caso una mattina al cimitero acattolico alle pendici della Piramide di Roma. Tutti e due si sono recati lì per salutare la tomba di Gregory Corso, poeta Beat che trascorse gli ultimi anni della sua vita a Roma declamando poesie a Piazza Campo de’ Fiori. I due conversano sulla poesia, sui tempi moderni che hanno cancellato la parola, sulla nostalgia di vivere in versi. Si chiedono se mai si ripeterà un evento come quello di Castelporziano dove nel 1979 i poeti di tutto il mondo si riunirono in una grande Woodstock della poesia. Così decidono di provare ad organizzare un Grande Reading, mettendo insieme il maggior numero possibile di poeti residenti nella capitale. Seguendo i nostri due protagonisti tra autobus e metropolitane, scorci di passeggiate e viaggi in macchina si snoda un racconto anomalo di Roma, un racconto poetico. Biagio e Salvatore incontrano i poeti underground, quelli che popolano le cantine notturne di San Lorenzo. E i poeti istituzionali: Elio Pecora, Maria Luisa Spaziani, Vito Riviello, Luciano Luisi, Dante Maffia ecc. Tra un incontro e l’altro, attraverso la poesia, sarà Roma la protagonista, Roma che è stata ed è musa ispiratrice per i poeti di tutto il mondo, la città eterna amata e vissuta da Goethe, Keats, Shelley, Corso, Bellezza, Rosselli e Pasolini. Una città da documentare e scoprire che tanto ha dato alla poesia e tanto continua a dare. Goethe disse “non può bastare una penna a raccontarla”. Poeti allora cerca di raggiungere il maggior numero possibile di “penne” – sia viventi che non – per fare di Roma la vera poesia.

 

Non so niente di Poesia. Questo era il punto di partenza quando una notte mi sono trovato a bere una birra in un pub scantinato dove improvvisamente le persone attorno al mio tavolo hanno iniziato a recitare poesie. Bellissime. Da quel momento ho deciso di imbracciare una telecamera ed andare a curiosare per capire cosa si nasconde dietro la sacra parola Poesia. La prima impressione che ho avuto è stata quella di percepire dai miei interlocutori che parlare di poesia nel 2009 era una cosa rivoluzionaria. Da quel momento mi sono innamorato del mio progetto di Film e mi ritrovo innamorato anche della Poesia… Con questo film non ho voluto dare un’immagine esaustiva della poesia, bensì un frammento di qualcosa che è così ampio da non poter essere raccontato in un unico film.”
(Toni D’Angelo)

 

 

 

 

TONI D’ANGELO nasce a Napoli il 6 Dicembre 1979. Si laurea al D.A.M.S. con una tesi sul cinema di Abel Ferrara. Esordisce con il cortometraggio Bukowski, Casoria seguito da altri due cortometraggi liberamente ispirati da racconti di Charles Bukowski: Fenomeni paranormali e L’uomo che amava gli ascensori. Dirige numerosi video-clip musicali tra i quali: Godme (My own parasite) O pate, bella, nu napulitano (Nino D’Angelo), Femmena boss (Ciccio Merolla). Negli ultimi anni è stato assistente di Abel Ferrara con il quale ha scritto il soggetto per un film poi mai realizzato dal titolo Morire a Napoli.
 

Nel 2007 esordisce al lungometraggio con Una notte conseguendo numerosi premi italiani ed internazionali ed ottenendo la candidatura come miglior regista esordiente nella cinquina per il David di Donatello.

 

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